Antociani, carotenoidi, vitamina C e polifenoli contrastano i radicali liberi e proteggono cellule e tessuti.
La varietà di colori corrisponde a diverse molecole bioattive (antociani, carotenoidi, polifenoli), che sommate amplificano l’effetto protettivo.
La frutta fresca contiene in media oltre l’80% di acqua, contribuendo al bilancio idrico quotidiano.
Le spremute e gli estratti contengono vitamine ma perdono fibre e se fatti con più frutti possono avere anche una considerevole quantità di zuccheri. La frutta consumata intera è la scelta migliore.
Le fibre regolano la funzione intestinale, migliorano la sazietà e aiutano a controllare la glicemia.
Non esistono evidenze scientifiche che la frutta fermenti nello stomaco se consumata a fine pasto. Gli enzimi digestivi degradano correttamente zuccheri e fibre e l’eventuale sensazione di gonfiore è soggettiva. Consumarla come spuntino o a fine pasto è una scelta personale.
La frutta consumata al naturale, grazie a fibre e nutrienti, è associata a un minore rischio di diabete di tipo 2. Chi invece soffre già di diabete deve porre attenzione a non eccedere con i frutti molto zuccherini come uva, fichi, cachi e banane.